|
Quali sono le origini dello Spumante? E' vero che fu un monaco benedettino ad inventarlo qualche secolo fa o ha origini più antiche? Da dove proviene questo meraviglioso vino? Come per tutte le cose importanti la storia è ricca e affascinante e molte le informazioni da scoprire .....
Secondo alcuni verso la fine del 1600 nella regione dello Champagne il clima risultò più freddo del solito nel periodo della vendemmia. Durante la vinificazione i LIEVITI non ebbero tempo a sufficienza per svolgere il loro compito e la fermentazione si bloccò. Con i primi tepori primaverili la fermentazione riprese, ma stavolta all'interno delle botti e delle bottiglie in cui il vino era stato riposto. La seconda fermentazione produsse quindi ANIDRIDE CARBONICA che rimase intrappolata nei recipienti conferendo una leggera effervescenza al vino......... Era nato lo champagne!! Il vino non fu subito apprezzato e la Chiesa Cattolica, dai grandi interessi nei vigneti dello Champagne, preoccupata delle potenziali perdite economiche , affidò ad un monaco di 29 anni, Dom Pierre Pérignon, il compito di risolvere il problema. Giunto come mastro cantiniere all'Abbazia di Hautvillers, nei pressi di Reims, incominciò a sviluppare diversi metodi per ridurre l'effervescenza. Nel frattempo cambiò la moda e l'aristocrazia inglese prima e quella francese poi, incominciarono ad apprezzare le bollicine. Fu così che a Dom Pérignon fu ordinato di invertire i suoi sforzi e di sviluppare metodi di incremento dell'effervescenza diventando di fatto l'inventore dello champagne. “ Venite presto, fratelli, ho bevuto le stelle!” pare sia stata l'acclamazione dell'abate quando assaggiò per la prima volta il vino frutto dei suoi esperimenti. Lo spumante in realtà ha origini molto più remote anche se Dom Pèrignon va senz’altro il merito di averlo reinventato gettando le basi della moderna spumantizzazione. Le prime tracce si trovano nel Libro dei Salmi (circa 1000 a.C.) in cui il creatore viene rappresentato con in mano una coppa che potrebbe essere piena di spumante. La seconda è nel nel XVIII libro dell'Iliade (IX sec. a.C.) in cui Omero descrive la raffigurazione dello scudo di Achille, nella quale dei contadini si rifocillano da un "nappo spumante di dolcissimi bacco". Da un punto di vista più concreto è fuor di dubbio infatti che l'invenzione del vino spumantizzato va attribuita ai Romani. Virgilio cantava: Ille impiger hausit Spumantem poteram Senza basare la certezza sull'interpretazione di questo verso di Virgilio, è certo che il vino aigleucos, sempre DOLCE, era un vino spumantizzato. Esistono infatti scritti che documentano la spumantizzazione del Falerno, un vitigno campano, usando mosti dolci che rifermentavano. Antonio e Cleopatra brindavano ai loro incontri amorosi con calici di spumantem che era anche chiamato saliens, spumans, spumescens o titillans, forse perchè titillava le papille gustative. Per impedire che fermentasse , il vino spumantizzato era conservato ad una temperatura bassa immergendo i dolia in acqua fredda. Le anfore erano circoscritte da caniculo di terra cotta , in cui scorreva acqua fredda che serviva ad abbassare la temperatura e bloccare la fermentazione o acqua più tiepida o calda per riattivarla. L’aigleucos si produceva non solo a Roma, ma anche in Grecia e nella Provincia Narbonese (l’attuale regione francese del Languedoc-Roussilon al confine con la Spagna, sul Mediterraneo) e come ricorda Columella: “ Medium inter dulia vinumque est, quod Greci aigleucos vocant hoc est semper mustum. Id evenit cura, quoniam fervere prohibent: sic appellant musti in vina transitum. Ergo mergunt e lacu protinus in aqua cados, donec bruma transeat, et consuetudo fiat algendi. Est etiamnum aliud genus eius per se, quod vocat dulce narbonensis provincia” La tecnica di preparazione dello spumante prevedeva infatti inizialmente un appassimento dell’uva in pianta o sui tegoli per alcuni giorni. Si procedeva poi con la torchiatura delle uve ancora calde, riponendo il mosto dolce ottenuto in anfore nuove immediatamente immerse in piscine di acqua fredda. Era una specie di passito spumantizzato. Pare che dalla caduta dell’impero romano fino al XVII secolo non si conoscessero più i vini spumanti, fino a quando nel 1600 fu “reinventato” dai frati benedettini. Le tracce della rinascita si trovano in alcuni quadri olandesi nei quali si vede appunto il bicchiere a champagne di allora con un liquido spumante ed in particolare la testimonianza sta in un quadro di Rembrandt del 1650 esposto ora nella pinacoteca di Dresda. Questa tipologia di spumante che era dolce come ai tempi dei romani, durò ancora molto a lungo, praticamente fino alla fine del 1800, quando si trasformò in quel vino, secco, fresco ed elegante, che noi tutti oggi apprezziamo. |